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Marta Bravi.

Sono 9100 gli agenti della polizia locale della Lombardia, che chiedono di poter essere sottoposti a tamponi o test sierologici in vista anche della fase 2.

Immettere in servizio, che sia nei parchi, per le strade, negli uffici agli agenti senza aver testato il loro stato di salute rischia di essere un boomerang, - scrive il Sulpl, il sindacato Unitario lavoratori della Polizia Locale che conta 1200 iscritti - proprio perché i vigili sono a stretto contatto con i cittadini e lo saranno sempre di più con la ripartenza. Non solo - attacca il segretario regionale Daniele Vincini - : noi veniamo sempre per ultimi. A Milano siamo stati lasciati a casa in ferie forzate perché non c'erano le mascherine, ora davanti alla richiesta del Comando dei vigili di un paese della Val Seriana, una dei territori in assoluto più colpiti dalla strage del coronavirus - ci viene detto che i tamponi vengono fatti solo ai sintomatici, ma stiamo parlando di una decina di agenti al massimo perchÉ non ci sono reagenti. Eppure ci sono dei colleghi che nella bergamasca e nel bresciano per motivi di servizio si sono trovati davanti ad anziani orti in casa probabilmente per Covid». Ecco allora che il sindacato ha preso carta e penna e scritto alla Regione Lombardia per cercare di attirare l'attenzione proprio su quanto successo in alcune zone della regione, e in vista della delicatissima fase 2.

«Egregio Assessore - scrive il Sulpl - nonostante vi siano stati 3 contagi accertati fra i gli operatori del corpo di Polizia Locale dell'Unione Insieme sul Serio, non siano stati eseguiti tamponi a tutti gli appartenenti al suddetto Corpo. Parimenti, parrebbe che Ats Bergamo non abbia consentito l' effettuazione di test sierologici per il citato personale, in quanto non previsti per le forze dell'ordine, stante l'assenza di una specifica d.g.r. della Regione Lombardia». Della serie quando il buon senso e la prudenza vwngono superati dalla burocrazia. «E' assolutamente necessario che la Regione provveda quanto prima a far eseguire tamponi a tutti gli appartenenti alla Polizia Locale che abbiano lavorato con soggetti poi risultati positivi ovvero, anche senza un' accertata positività, che abbiano manifestato una sintomatologia che lasci presumere un' infezione da Covid 19. Parimenti si deve procedere con i test sierologici. E' assolutamente impensabile che, a più di due mesi dall'esplosione dell'emergenza sanitaria, Regione Lombardia non abbia previsto particolari tutele per le categorie maggiormente a rischio».

Proprio ieri la direttiva regionale a proposito degli screening con test sierologico ha incluso anche le forze dell'ordine e della polizia locale, dopo la collettività con soggetti fragili. Merito dell'assessore alla Polizia locale Riccardo de Corato e la collega all'Ambiente Claudia Terzi, che vene dalla bergamasca e conosce bene quanto hanno passato i suoi concittadini.

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