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Bilancia Giustizia

INGIUSTIZIA E’ FATTA!!!!

La morte del nostro collega Nicolò Savarino, a distanza di 8 anni, non ha ancora portato ad un esito giudiziario definitivo, ma la sentenza di ieri, sebbene sia solo di primo grado, fa davvero male. Il nostro pensiero va innanzitutto ai familiari di Nicolò, il cui immenso dolore per la prematura perdita del loro caro, strappato alla vita in maniera così brutale, deve anche sommarsi ad una profonda sensazione di ingiustizia e senso di abbandono da parte dello Stato, che non è stato in grado di punire adeguatamente i colpevoli di questo efferato omicidio. Già il primo processo svoltosi innanzi al Tribunale dei Minorenni, diede luogo ad una condanna irrisoria, nonostante la requisitoria della Procura che invece aveva chiesto 26 anni di carcere : furono riconosciute le “attenuanti generiche” per le precarie condizioni sociali in cui era cresciuto l’assassino che, di conseguenza, dopo pochi anni di carcere tornò in libertà. Certo, si era consapevoli del fatto che la Giustizia minorile fosse più mite rispetto a quella ordinaria, ma si pensava che, almeno nei confronti del complice maggiorenne (nei cui confronti la Cassazione aveva disposto di valutare la riqualificazione del reato in “concorso in omicidio” anziché “favoreggiamento”) la Giustizia stesse realmente facendo il suo corso. Purtroppo non è andata così, il complice è stato assolto “per non aver commesso il fatto”. E allora ci domandiamo, chi è stato ad aver commesso il fatto? Chi ha rimosso in modo freddo e spietato la bicicletta di Nicolò che si era incastrata sotto alle ruote del Suv, per ripartire più velocemente? Si era quindi sbagliata la Cassazione che aveva ritenuto di valutare un nuovo processo per il complice, con l’ accusa di “omicidio volontario in concorso”, avendo determinato o comunque rafforzato il proposito criminoso dell’investitore di Nicolò? A queste domande e al bisogno di verità e di giustizia dei familiari, degli amici e di noi colleghi tutti, qualcuno deve necessariamente dare una risposta. Per questo motivo chiediamo al Signor Procuratore della Repubblica e al Signor Procuratore Generale presso la Corte d’ Appello, di impugnare per gli effetti penali questa sentenza. Caro Nicolò, non solo non ti dimenticheremo mai, ma continueremo a lottare affinché il tuo sacrificio non sia stato vano. Seguiranno iniziative da parte del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale atte a manifestare il nostro disappunto e la nostra amarezza per la criticabile sentenza.

 

Milano, 07/07/2020

IL SEGRETARIO SULPL DI MILANO CITTA’

Daniele Vincini

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